La rivoluzione
“Già da alcuni anni, sull’intera area urbana, l’asfalto delle vie e delle piazze è stato sostituito dalla vegetazione: Torino è la prima città al mondo che si trasforma in uno spazio nuovo, urbano e naturale ad un tempo.
Nelle piazze la vegetazione cresce rigogliosa, gli alberi e i frutteti hanno invaso i grandi viali: in alcune aree della città i torinesi curano i loro orti urbani.
Per le strade si vedono passanti a piedi scalzi, cittadini a cavallo, mezzi di trasporto pubblico di nuovissima generazione, rapidi e silenziosi; il fabbisogno energetico si riduce di circa il 60%, così come la spesa sanitaria pro-capite.
Nei mesi immediatamente successivi alla trasformazione, la città diventa una delle prime dieci mete turistiche mondiali, sfruttando gli ingenti nuovi flussi turistici provenienti dai paesi emergenti.
Tutto ciò, oltre a ricadute importanti sul piano dell’immagine e dell’attrattiva internazionale della città e della regione, comporta una profonda e positiva modifica nell’organizzazione della vita urbana e nello stile di vita dei cittadini, determinando una nuova percezione del rapporto uomo/città/natura e un nuovo ‘status’ internazionale per Torino e il Piemonte.
Si innescano nuove potenzialità prima sconosciute: la vicinanza stessa con una realtà così diversa, in conseguenza di una rivoluzione in fondo semplice ma davvero radicale, sviluppa nuove filosofie economiche, riconvertendo completamente le attività produttive cittadine verso indirizzi ormai lontani dall’antica vocazione industriale.”
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